The Batman è un capolavoro di genere

The Batman è un capolavoro di genere

March 2, 2022 0 By Gabriele Barducci

Alcune ultime produzioni lato cinecomics, quali Joker e The Suicide Squad, hanno dimostrato un fatto assodato ormai da anni a cui sembra sempre difficile interfacciarsi: dare carta bianca a determinate autori e registi, il più delle volte, porta alla realizzazione di opere precise e chirurgiche nelle intenzioni autoriali dello stesso, ma alcune volte si riesce nel miracolo di coincidere esigenze produttive da blockbuster a quelle di un racconto autoriale.

Ecco dunque che The Batman è il cinefumetto che incontra lo stile di Fincher, di far interagire tanti personaggi attorno uno storia, noir, thriller, con un pizzico di macabro e venatura hard boiled, per tirar fuori un Bruce Wayne incredibilmente inedito, annientando ogni cavillo fantastico per imbastire il Batman più realistico mai visto, anche più di quello portato al cinema da Nolan.

Il The Batman di Matt Reeves rispolvera la prima natura dell’uomo pipistrello, quella del detective incorruttibile che aiuta in prima linea la polizia di Gotham alle indagini. Il tema è caldo, c’è un serial killer nelle strade che sta giustiziando tutte le figure politiche corrotte, disseminando indizi su una bugia nascosta nel passato di Gotham.

L’Enigmista di Paul Dano è un personaggio assurdo. Per estetica la mente ritorna proprio a Zodiac, le crisi, le isterie, il respiro lento e deciso, il costume intagliato in tessuti vari, il perseguire un ideale malsano a cui la sua contrapposizione della giustizia, appunto il Cavaliere Oscuro, deve mettere un freno e al tempo stesso, scoprire il passato di Gotham e dei padri fondatori di cui ne fanno parte chiaramente anche la famiglia Wayne.

Il gioco di Matt Reeves è di quelli che solo un regista abile come lui può mettere in atto: esattamente come un animale notturno, delle tre ore di durata, la Gotham da lui ripresa è un angolo buio e sperduto di una fogna stantia da tempo. Le mafie controllano tutti e gli outsiders non solo devono andare in giro vestiti corazzati (o peggio, vestiti da pipistrello), ma sguazzano in un letamaio uniforme. Lo stesso Bruce è parte di questo liquame, ma essendo nei suoi primi due anni di attività, ancora non ha ben chiaro l’ideale che deve e vuole essere prima per se stesso e poi per la città di Gotham.

Un po’ come un concept album grunge dedicato ad un pubblico adolescenziale, il Bruce Wayne di Robert Pattinson è un adolescente rabbioso e irascibile, orfano e dunque senza una linea guida o una fiaccola di luce da seguire. Forse, lo scontro con l’Enigmista, la scoperta del suo vero passato, possono essere i primi mattoni per divenire lui una luce guida per il futuro della città.

Gabriele Barducci