Lo schiaffo morale di King Richard – Una Famiglia Vincente

Lo schiaffo morale di King Richard – Una Famiglia Vincente

May 15, 2022 0 By Gabriele Barducci

Mettiamo da parte l’increscioso evento avvenuto durante la notte degli Oscar: qui non si parla di Will Smith che schiaffeggia qualcuno, ma proviamo a guardare un momento il film per cui lo stesso attore ha vinto una statuetta. La storia di Richard Williams, prima guardia giurata, adesso a tutti gli effetti allenatore di Venus e Serena Williams, le sue due figlie.

La storia del film è delle più semplici: rappresentare a mezzo biopic, la geniale idea che ha avuto quest’uomo durante le sue lunghe notti a lavoro, nel realizzare un programma di allenamento perfetto, chiedere alla moglie di fare altri figli così da programmare la vita degli stessi così da renderli dei campioni di tennis a livello mondiale. Rendiamo la frase più semplice: un uomo, un padre, decide a tavolino la vita di quelli che saranno i futuri figli, messi in cantiere con la propria moglie.

Richard Williams ha già tre figlie e il destino gli “regala” altre due ragazze da aggiungere attorno al tavolo. Queste due ragazza, Serena e Venus, hanno una vita settata da regole rigide, un ritmo attorno gli eventi che neanche in una routine militare è così severa e rigida. Comprensibile dunque l’interesse e la preoccupazione dei vicini che allertano i servizi sociali: quelle due ragazze forse non infelici, non vivono la loro età, vessate dall’idea malsana di successo previo allenamento durissimo, del loro padre.

È dunque difficile non entrare in empatia proprio con questi personaggi che vedono il comportamento di Richard Williams come nocivo per le due giovani ragazze. Tutto questo viene terribilmente amplificato dal fatto che il film tenta disperatamente di giustificare con ogni mezzo che la visione di Richard Williams sia giusta, perché lui è un nero del ghetto, perché il suo passato è stato pieno di insuccessi e delusioni, perché “creare” e “formare” due campionesse è la sua vendetta, uno schiaffo morale verso il mondo che l’ha sempre calpestato.

Ma tutto ciò risulta terribilmente fuorviante e delirante. In questa scena c’è lui che va dalla moglie e dice “dobbiamo fare un altro figlio per farlo diventare campione del mondo”. Un’azione terribile condita dal fatto di come alcune leve narrative vogliano criticare il patriarcato generale del mondo, con un film dove un uomo costringe le figlie a giocare, ad allenarsi, ad alienarsi dal mondo, per di seguire un obiettivo non loro.

I cartelli di fine film sono lungimiranti: “Come King Richard aveva predetto”.
Un film che giustificava un matrimonio combinato avrebbe avuto più cuore e logica.

Gabriele Barducci