Le Giornate del Cinema Muto 2023: il western The Fox e un secolare oblio

Le Giornate del Cinema Muto 2023: il western The Fox e un secolare oblio

October 17, 2023 0 By Simone Tarditi

Con l’edizione numero 42 alle spalle e la numero 43 già fissata nelle sue date (5-12 ottobre 2024), Le Giornate del Cinema Muto sono un vivo ricordo e un’attesa. Il programma di quest’anno è stato vario nelle sue proposte, in linea con lo spirito di tutte le ultime edizioni. Non è mancato il western, omaggiato con una piccola retrospettiva all’attore Harry Carey: alcuni titoli ben noti, come Hell Bent (1918) di John Ford, che ai tempi si firmava ancora come ‘Jack’, e alcuni rimasti nell’oblio del tempo per quasi un secolo, come The Fox (Robert Thornby, 1921), considerato perduto e ritrovato al Národni filmový archiv di Praga, cosa che era accaduta anche per Hell Bent. Che sempre lì si trovino anche altri film con Carey e di Ford (insieme e/o divisi) ancora da riportare alla luce? Vale la pena nutrire questa speranza.

Anche senza Ford, in The Fox Carey dimostra di essere uno dei volti più autentici della prima stagione del genere western. Tra empatia nei confronti dei più deboli e volontà di far trionfare la giustizia (la trama ruota attorno a un ammanco di denaro in banca e a una gang dedita a incursione e razzie), il personaggio di Carey incarna doti che si possono rintracciare anche in molte altre pellicole dell’attore. Nel film si fa chiamare Santa Fe, quasi la toponomastica servisse a dare ancor più l’idea di un uomo che, vagabondando per l’America, ha finito per prendere il nome della città da cui è partito, nella quale è stato di più o dove, magari, ha lasciato un segno … o, viceversa, dove il luogo ha lasciato una traccia dentro di lui). Quello dell’onesto era un po’ il ruolo simbolo di tanti altri interpreti tipicamente western (si veda il caso William S. Hart, al centro di una retrospettiva alle Giornate del 2019), ma se da questo lato The Fox non offre nulla di nuovo, dall’altro offre un interessante spunto, allorché, nella seconda metà del film, l’azione si sposta da un piccolo contesto urbano al deserto del Mojave. Qui, tra spettacolari vedute di canyon e alture, si verifica una carneficina di corpi in uno scontro tra uomini di legge e criminali. L’acme viene raggiunta quando in soccorso di Santa Fe &. Co. arriva la cavalleria statunitense, composta da veterani della battaglia delle Argonne. La Prima guerra mondiale penetra così nel Far West e vi si fonde, sia sul piano dell’artiglieria (l’uso della mitragliatrice Lewis, che per potenza di fuoco è l’antitesi di un elegante revolver), sia su quello della storia in senso stretto. Chiara è l’eredità che The Fox coglie dal conflitto bellico conclusosi solo una manciata di anni prima, arricchendo il western con elementi solo apparentemente estranei e attualizzandolo in chiave patriottica. Non un caso isolato nella storia del cinema, eppure non così frequente.

Una nota a margine nel rileggere The Fox a distanza di oltre cent’anni. A inizio film si assiste a un orso incatenato e ammaestrato, una povera bestia impaurita che non ha più nulla della maestosità della specie a cui appartiene. Un’attrazione itinerante. Un divertimento da Medioevo, non da Anni Venti. Il pubblico di allora avrà sorriso, quello di oggi non può fare a meno di inorridire.

Simone Tarditi
Latest posts by Simone Tarditi (see all)