Per J. A. Bayona l’Uomo sopravvive solo se si trasforma in Dio

Per J. A. Bayona l’Uomo sopravvive solo se si trasforma in Dio

February 9, 2024 0 By Simone Tarditi

Attenzione a un fatto: il cinema di J. A. Bayona ha da sempre affrontato il tema della sopravvivenza, a prescindere dalla forma. Nella filmografia del regista barcellonese il genere drammatico traccia la strada principale per la narrazione, ma è solo con l’influsso e la compenetrazione di horror, fantasy e fantascienza che le vicende da lui portate sullo schermo assumono un’identità precisa, riflesso di un’autorialità forte. Gira e rigira, Bayona parla ogni volta di soggetti che devono vincere la loro battaglia con la morte. E conta poco che si tratti di materiale storico-biografico, come nel caso di La sociedad de la nieve o The Impossible, di un adattamento da un’illustre fonte letteraria (due episodi di Il Signore degli Anelli – Gli Anelli del Potere, mini-serie prodotta da Amazon Prime Video) o di un capitolo di una saga (Jurassic World, mediocre reboot in tre film di cui l’unico salvabile è proprio quello di Bayona).

In questo, La sociedad de la nieve è la vetta di un percorso: la sopravvivenza non si riduce a un segmento del racconto, non rappresenta l’acme o il vertice della tensione, bensì è l’elemento fondante della narrazione o, meglio, è la narrazione stessa: lo scheletro, il corpo e l’anima del film. Del gruppo di persone schiantatisi sulle Ande e sottoposte a condizioni estreme scopriamo immediatamente una verità ben nota, ossia che l’individuo ha come istinto principale quello di sopravvivere, sia per pochi secondi, minuti, mesi o una vita intera, questo perché la natura (umana e non) tende alla autopreservazione, fa di tutto per continuare ad esistere. Almeno nelle intenzioni, ovvio. In parallelo, Bayona fa emergere ciò che gli sta più a cuore: lo sconfinamento, in un verso e nell’altro, della dimensione umana (in quanto tale, mortale) in quella sovrumana, appartenente cioè alla sfera dello straordinario che si fa beffe delle leggi terrene.

Infatti, il miracolo che si compie durante La sociedad de la nieve non è la salvezza di alcuni dei personaggi. Quella è la conseguenza di aver resistito oltre ogni limite. Il miracolo vero si compie al momento dello schianto aereo, quando la morte non sopraggiunge immediatamente, come invece avrebbe dovuto. È un aspetto fondamentale perché mette in prospettiva le fasi stesse della sopravvivenza: lottare per la propria vita è una reazione normale, innata, mentre rischiare di perderla a causa di agenti esterni significa entrare a forza in una dimensione ingovernabile, impossibile da gestire poiché “superiore”. Ecco che il soprannaturale e il Caso, perni della cinematografia bayoniana, intervengono come elementi di cui l’individuo deve accettarne le regole, perché comprenderne l’esistenza significa accettare di doverci convivere. Senza religiosismi di sorta: per Bayona l’Uomo è Dio e, in quanto tale, deve ergersi sulle sciagure per salvare sé, i suoi simili e ristabilire un ordine nel mondo che abita. A costo di cibarsi della propria carne.

Simone Tarditi