Past Lives è come Black dei Pearl Jam

Past Lives è come Black dei Pearl Jam

February 19, 2024 0 By Gabriele Barducci

Probabilmente non sarà il film dell’anno Past Lives, opera prima della regista Celine Song, ma senza ombra di dubbio sarà uno di quei film più chiacchierati dell’arco cinematografico del 2024. Pur avendo girato un numero impressionante di concorsi e festival nel 2023, vincendo anche numerosi premi, da Lucky Red in film arriva da noi puntando tutto su una finestra di rilascio assai curiosa: 14 febbraio, giorno di San Valentino, per un film che parla di amore, ma ancor più nel dettaglio, regala forme e significato ad un amore passato, forse mai spento, mutato e mai coltivato.

Past Lives è uno di quei prodotti che fa della delicatezza la struttura portante. C’è un lui e una lei da bambini, entrambi Coreani, ma lei con la sua famiglia si sta per trasferire negli Stati Uniti. I due sono giovani, non ancora adolescenti ma c’è qualcosa.

Poi si passa a una decina di anni dopo: lei fa della scrittura il suo mestiere e studio negli States, lui è ancora in Corea, studia, è brillante. Si ritrovano su Facebook, si vedono su Skype, c’è un sentimento che li lega ancora, ma lei tronca perché invece di lavorare e studiare per realizzarsi, sta seriamente pensando di tornare in Corea da lui.

Passano altri dieci anni, si ritrovano ancora, lui viene per dei giorni negli USA, lei lo accoglie e si ritrovano, lui esce da una lunga storia con una ragazza – ora sono in pausa di riflessione – mentre lei ha un anello al dito da diversi anni, con un marito con cui condivide il lavoro e il quotidiano, ma qualcosa c’è ancora. Scoprirlo, capirlo, magari anche indagarlo.

Past Lives è un film che indaga e regala una forma al passato in un modo estremamente diverso con cui altri cineasti cercano di mettere in scena quel sentimento così difficile da afferrare come l’amore. Se ne parla poco in questi film in modo diretto questo perché il lavoro sugli attori messo in piedi dalla regista è estremamente raffinato: alle parole, poche, quasi ripetute, concetti mal espressi, si fanno largo i gesti, i momenti prima e dopo una conversazione, gli occhi che puntano altro per nascondere una potenziale delusione.

Past Lives regala dunque un’importanza silenziosa al ruolo del passato, come anche all’utilizzo di strumenti tecnologici che riescono quasi a dettare il tempo di quanto sta accadendo: prima è un gioco nel cortile, poi è il ritrovarsi su Facebook con tutti i problemi di connessione che ci sono, espedienti che portano alla necessità di superare quell’ostacolo, arrivare davvero dall’altra persona, per poi incontrarsi davvero e – forse – capire che c’è qualcosa, ma adesso la vita li ha portati altrove.

Aggrappandosi al concetto di predestinazione, destino e altro, il lavoro maggiore è quello che viene fatto sul marito di lei: capiamo che tra i due c’è un matrimonio felice, non perfetto, ma nulla che stia ostacolando la loro crescita, eppure quando lei porta anche il marito a conoscere l’amico di infanzia (lui parla solo coreano), ad un’iniziale traduzione, poi i due amici si ritroveranno a inglobarsi in una sfera personale e parlare sempre e solo in coreano, con il marito di lei che rimane isolato da un legame etero che non gli appartiene.

Past Lives è un film estremamente delicato, che arriva a tutti e in modo quasi indiretto, è la trasposizione cinematografica di Black dei Pearl Jam, perché sappiamo che la persona che amiamo avrà una bella vita felice, ma perché quella persona non può essere la stella del nostro cielo?

Gabriele Barducci
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