Supersex è dolore tramutato in sesso

Supersex è dolore tramutato in sesso

March 5, 2024 0 By Gabriele Barducci

Chiunque possa aspettarsi uno spettacolo dedicato al sesso, all’industria del porno o anche una grossa agiografia di Rocco Siffredi, ne rimarrà deluso, giacché Supersex è la sublimazione di un dolore che sfocia nella violenza del porno, cercando anche di indagare le ragioni di questo dolore, da dove nasce, come è evoluto e quali limiti ha valicato.

Per Rocco Siffredi è così, carne viva, pulsante, un rapporto intimo e carnale che riesce a far brillare nervi e concentrazione per annientare tutto quello che ha attorno il giovane Rocco Tano, che scopre il sesso in modo anche progressivo, come un qualsiasi altro ragazzo, finché poi questi limiti sono affascinanti, misteriosi e perversi, ma la sensazione che corre sulle spalle come tra le mani è impagabile.

La lezione del prodotto Netflix si avviluppa su pieghe narrative a tratti prevedibili: l’esplorazione del sesso è una diretta conseguenza di tante cicatrici che si annidano nella struttura portante del ragazzo. Tanto, troppo dolore che richiede una costante ricerca di altro, il classico interesse di distrazione che può prendere anche le forme di una donna, una giovane ragazza desiderata da tutto il paese che chiede di essere vista e sognata.

L’industria odierna del porno è cambiata, ma alla base c’è sempre stato il desiderio, il lusso dell’immaginazione, una finestra di sogno per chiunque volesse guardare, uomo o donna che sia. Anche qui l’esplorazione di alcune perversioni è un tassello fondamentale per costruire la stazza di ogni personaggio. C’è la ragazza che sogna il romanticismo per poi ritrovare una forte fascinazione nel guardare ed essere guardata, quasi annientando questo pensiero e diretta azione, giacché impuro (e la Chiesa come la società avranno un ruolo forte in tale circostanza).

Rocco Siffredi dunque è un grande attore o un uomo preda di dolore incontrollabile che riesce a veicolare in modo abile nelle ottime performance davanti la videocamera? O ancor di più, quando è candida e fragile l’anima del più grande porno divo (italiano) che è anche così attaccato alla madre come ai suoi fratelli?

Supersex affronta questa e l’altra parentesi, affondando i denti su concetti e parentesi puntellate (vedi il rapporto tra Rocco e Moana) ma la produzione Netflix ha il grande pregio di non scendere mai nel banale, o almeno, evitare di far fare il classico sorrisetto davanti una storia che, tra applausi e fama, è pur sempre incentrata su un uomo.

Gabriele Barducci
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