Un film si chiama Love Lies Bleeding e ti chiedi se si tratti di un adattamento dell’omonima opera teatrale di Don DeLillo. E invece no, non è così. Il Love Lies Bleeding di Rose Glass non parla di ictus, stati vegetativi ed eutanasia, ma di muscoli, lesbismo e armi da fuoco. Chissà se lo scrittore americano è stato informato dello spudorato copia-incolla del titolo. Bisognerebbe chiederglielo. Da professato cinefilo qual è, sarebbe molto interessante sapere cosa ne pensi. Una previsione? Conoscendone l’ironia, tirerebbe fuori una battuta in grado di certificare anche quanto, alla fin fine, dietro a ogni plagio si celi un omaggio.
Di sicuro, a voler proseguire con il gemellaggio, se nel dramma di DeLillo assistiamo alla decadenza del corpo umano, nel thriller di Glass avviene invece un’esaltazione della sua forza, delle sue potenzialità e della sua adorazione. In Love Lies Bleeding assistiamo a una corporalità messa costantemente alla prova: deformata, distrutta, svuotata da ciò che contiene al suo interno. Vediamo body-builders dai fisici scolpiti con la fatica e l’uso di steroidi, ma anche i chili di feci che intasano i cessi della palestra. Un’ideale perfezione esteriore e i rifiuti prodotti dall’interno sono in una correlazione simbiotica, parte di una stessa cosa: contenitore-contenuto. Sostanzialmente, per quanto un individuo si sforzi di apparire al suo meglio, rimane pur sempre un tubo digerente con le gambe. Questo il senso.
Sono molti i momenti del film nei quali l’umanità è mostrata in tutta la sua bruttezza. Si pensi alla scena in cui la protagonista bisessuale si fa scopare in auto da uno sconosciuto solo per ottenere un posto di lavoro. Il corpo come mezzo, quindi. E, viceversa, il corpo come produttore di uno scarto: lui che, a cose fatte, getta dal finestrino il preservativo pieno, dopo averlo legato. Lo sperma come rifiuto, non dissimile dalle feci. Oppure si pensi a quando gli anabolizzanti scatenano una violenza omicida e il corpo, a quel punto, diventa uno strumento di morte o, al contrario, un ostacolo a cui viene sottratta la vita. In quest’ultimo caso, il corpo diventa un peso da eliminare alla vista: per tutto il film i cadaveri sono gestiti senza la minima pietà, spostati come sacchi di patate prima di essere smaltiti. Qui la contingenza corpo-rifiuto raggiunge il suo apice. Ma nel film si assiste anche a corpi che possono deformarsi per raggiungere dimensioni gigantesche, o corpi in grado di espellere (vomitando) altri corpi. Love Lies Bleeding non si pone limiti per ciò che intende raccontare: il corpo come una materia che può tutto.
La filosofia insegna che non c’è corpo senza anima. Per quanto turpi, è chiaro che le azioni descritte in Love Lies Bleeding siano l’espressione di sentimenti, spesso contrastanti e inconciliabili. Non stupisca quindi che in un film incentrato sui corpi l’amore ricopra un ruolo di primo piano. È però un amore perennemente in conflitto tra integralismo e promiscuità, tra idealizzazione del partner e opportunismo. Anch’esso, come il corpo, viene modellato a seconda delle situazioni.
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