Il Mostro Netflix

Il Mostro è la madre di ogni femminicidio

Che Stefano Sollima sia uno dei pochi registi italiani ad avere carta bianca, poter fare quel che vuole e comunque realizzare prodotti di altissima qualità, ormai è cosa certa. Quasi non meraviglia più lo spettacolo che ci regala ad ogni suo prodotto, film o serie che sia. Con perizia tecnica e consapevolezza narrativa, Sollima confeziona quelle pagine con una resa e qualità finale semplicemente impressionante.

Le premesse de Il Mostro, prima parte del racconto totale delle vicende del Mostro di Firenze, racchiuso in quattro puntate dalla durata di un’ora circa ciascuna, sono quelle di chi vuole sviscerare fino all’ultimo dettaglio, lasciarsi andare anche a delle logiche conclusioni su come siano andati gli eventi e a chi attribuire alcune azioni, sempre basandosi però sulle carte dei processi. Verità assoluta ancora oggi non c’è e il Mostro di Firenze non è diventato solo uno dei casi di serial killer – tutto nostrano – più macabro e contorto, bensì un vero oggetto di culto proprio per la sua mutevole natura. Ovunque lo si guardi questo caso, tutti sembrano coinvolti, nessuno davvero colpevole e ancora oggi non riusciamo ad attribuire un viso o un nome a questi omicidi.

Proprio per la complessità del tema, la serie si muove per indizi e questa prima parte batte tutta la primissima Pista Sarda, mettendoci tutti, come detto prima, un’indagine sviscerata fin dentro l’intestino, non dimenticandosi di nulla e lasciando anche nel finale il teasing di quello che verrà poi.

Il Mostro Netflix

Ma Il Mostro non è solo un racconto di cronaca – narrato bene e girato meglio – bensì un racconto su un Paese che sta cambiando. Tutti sono una serie di omicidi di coppiette, ma Il Mostro si accaniva di più sul corpo femminile. Erano degli omicidi a sfondo sessuale con particolare odio e accanimento verso le donne. Proprio dove non si parlava ancora di femminicidio, le vicende attorno Firenze testimoniano tutt’altro e la narrazione, sfruttando qualche avvenimento romanzato, racconta questo, di figure quasi titaniche a volte, quasi senza giustificazione, ma anche di donne usate e sotto il controllo degli uomini e dove poi si decide di alzare la testa, arriva la paura di quella rivoluzione che spesso viene annientata con pistola e coltello.

È dunque un racconto particolare quello messo in atto dal Mostro, che vede già dalle prime battute la PM donna a seguire le indagini e un serial killer uomo che lascia i suoi non-indizi. Ma c’è anche l’Italia, quella omertosa, rurale, fatta di silenzi e di apparenze, di vergogne, di cose che non si devono dire o mostrare. Il teasing finale su Pacciani rilancia ad una nuova stagione, le indagini sullo stesso, ma la stessa potenza di immagini e narrazione potrebbe regalare lo stesso fascino? La cronaca è diventata meme negli anni, narrare, riportare gli atti senza scendere nell’ironia è una sfida incredibile, ma che non vediamo l’ora di guardare.

Gabriele Barducci