Le piccole grandi avventure di Ant-Man and the Wasp

ant-man and the wasp recensioneIn un mare insipido di blockbuster che cercano con le unghie e i denti di lasciare il segno, quasi in modo inaspettato, Ant-Man and the Wasp riesce nella sempre più difficile operazione di divertire proponendo un racconto compatto, con forte identità e distinguersi dalla massa, in particolare quando la massa è rappresentata dal numeroso numero di film prodotti ogni anno.

Seguendo i fatti narrativi di Civil War – quindi siamo prima di Infinity War – Scott Lang patteggia la pena detentiva con gli arresti domiciliari e una relazione turbolenta con Hope. Il manifestarsi del classico nuovo nemico, rimetterà in azione Ant-Man aiutato dalla fida Wasp, mentre il dottor Pym vuole affrontare il pericoloso viaggio nel Mondo Quantico per recuperare la moglie.

L’aspetto narrativo acquisisce un duplice significato in questo capitolo, partendo già dal titolo: questo è un film sulle avventure di Ant-Man e Wasp oggi, come Ant-Man e Wasp di ieri. Mentre gran parte degli eventi ruotano attorno la missione di salvataggio, ci rendiamo conto, grazie al background dei personaggi, che la storia presentata narra ci narra dell’eredità del costume di Ant-Man. Oggi è di Scott Lang, ieri del dottor Pym, questa prosecuzione temporale implica che la missione iniziata 30 anni prima dai precedenti Ant-Man e Wasp ancora deve concludersi, deliziando lo spettatore con un film assai divertente, senza la paura di diventare ridondante nella “linea comica” presenta.

D’altronde la Marvel è consapevole che il brand di Ant-Man è pervaso da un’aura di unicità sia per le particolarità dell’eroe, che per la gestione delle sue storie: un piccolo eroe non deve necessariamente incorrere in storie intergalattiche (e qui incombe il problema della pomposità epica di Infinity War, ma è un’altra storia), quindi diventa più funzionale nell’avventurarsi in criminali di quartiere e altri nemici altrettanto misteriosi, anche se purtroppo il villain di turno risulta poco sviluppato, carismatico e mal contestualizzato, questo perché il vero era della situazione è Ant-Man, quindi Peyton Reed prende il meglio dal precedente capitolo, ne capisce dove aveva sbagliato – non per colpa sua, dato che aveva preso in mano un progetto avviato da altri – e ne eleva al massimo le qualità, quali la leggerezza, perché Ant-Man and the Wasp è l’emblema del superhero movie come abbiamo scordato di intenderlo molto tempo fa, ovvero un film leggero, avvincente, con eroi, cattivi, azione e buon ritmo. Dispiace vedere che questa semplicità d’intento oggi sia ritenuta povera. Motivo per cui Ant-Man and the Wasp si inserisce come uno dei migliori cinecomic degli ultimi anni.

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Gabriele Barducci

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- Bruce Springsteen
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