RomaFF13: Il mistero della casa del tempo e la rinascita di Eli Roth

Il mistero della casa del tempo posterDiciamocelo senza vergogna; Eli Roth non sta passando un bel periodo. Da poco ha divorziato con la moglie Lorenza Izzo, conosciuta sul set di The Green Inferno, poi le ultime pellicole non sono state certo così intriganti. Knock Knock era un film davvero interessante, ma non ha trovato mai abbastanza pubblico, peggio è andata con il remake de Il Giustiziere della Notte con Bruce Willis.

Insomma, ci si chiedeva dove fosse finito il buon Eli Roth, quello salutato come nuova stella dell’horror di genere. A quanto pare, sembra sia rinato, in particolare con qualcosa così lontano e diverso dall’horror, ovvero il fantasy.
Un altro buon motivo per salutare questo Halloween 2018 con Il mistero della casa del tempo, film fantasy per tutte le famiglie dove Roth gioca a carte scoperte e con i migliori assi nella sua mano. Un setting che strizza l’occhio a tutti i fan di Harry Potter, un giovane protagonista orfano con cui empatizzare, Jack Black e una bellissima Cate Blanchett, entrambi stregoni al servizio del bene, contro il mago oscuro, interpretato da un altro asso, rubato a Lynch, Kyle MacLachlan.

Per quanto il plot sia dei più abusati (bambino orfano che va a vivere con lo zio, che gli rivelerà di essere uno stregone, e come ci sono gli stregoni buoni, ci sono anche quelli cattivi, e via di questo passo insomma), c’è da sorprendersi di quanto il regista si trovi totalmente a suo agio con il genere.
Dall’horror a spaccare crani nazisti con una mazza da baseball il passo è breve, ma a trovare così tempi comici, teneri e magici in un film confezionato come fosse Tim Burton, è qualcosa che non ci saremmo mai aspettati, e il relativo successo al boxoffice in patria è quasi lo scorgere di una stella cometa per il buon Eli Roth, che appunto, non se la passava in buone acque.

Il mistero della casa del tempo

Con una delicatezza e dei tempi narrativi impressionanti, Roth confeziona il classico film per famiglie, con un respiro da forte racconto morale ed educativo, in special modo quando il giovane protagonista pensa di riuscire a risolvere i suoi problemi a scuola con il classico gruppetto di bulli usando la magia di nascosto. Dietro c’è un romanzo – ci si accorge di una specifica mitologia ben impostata in special modo nel personaggio di Cate Blanchett, sopravvissuta all’Olocausto – e non sarebbe neanche tanto sbagliato pensare di poter andare in altre direzioni con diretti sequel e operazioni simili.

In un’edizione, questa, della Festa del Cinema di Roma 2018 dove il tema principale è stato affrontando di petto la diversità e relativa discriminazione (vedi The Miseducation of Cameron Post) c’è anche spazio per una boccata d’aria fresca e un po’ di magia, e veder rinascere – forse – sotto un’ottica diversa dall’horror, il buon Eli Roth.

Gabriele Barducci

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"We gotta get out while we're young
`Cause tramps like us, baby we were born to run"
- Bruce Springsteen
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