Alti e bassi di Bohemian Rhapsody

Dopo una lavorazione travagliata durata almeno 8 anni (originariamente doveva uscire nel 2011) è arrivato finalmente nelle sale Bohemian Rhapsody. Il film sui Queen doveva vantare inizialmente nel cast Sacha Baron Cohen (Borat, Ali G), attore istrionico e versatilissimo (anche un bravo cantante, come abbiamo potuto vedere in Sweeney Todd di Tim Burton e in Les Misérables di Tom Hooper) che durante la lavorazione ha avuto da ridire contro Brian May, storico chitarrista della band, che ha più volte ribadito come Baron Cohen non abbia mai preso sul serio la figura di Mercury.

Senza dubbio un film che ha avuto una lavorazione molto travagliata, con Singer che probabilmente non ha neanche finito di girarlo (voci di corridoio parlano di un abbandono a metà produzione), ma che grazie al carisma di Rami Malek (Mr. Robot) e alla straordinaria musica della band, riesce comunque ad accontentare più o meno tutti, risultando appetibile anche per i non conoscitori della band.

La storia segue abbastanza fedelmente il percorso dei Queen e di Freddie, dalle prime opere fino al Live Aid (un evento organizzato per combattere la carestia in Etiopia, al quale presero parte oltre i Queen gli Who, Black Sabbath, Dire Straits, Led Zeppelin, David Bowie, Phil Collins e la lista continua…). In quell’occasione, i Queen si resero conto di essere entrati nelle leggenda e di aver fatto la storia con le loro canzoni, facendo cantare e ballare all’unisono più di 71.000 persone in quel di Wembley (e non 100.000). Un giorno che verrà ricordato particolarmente da Elton John che in un intervista dichiarò che quel giorno Freddie aveva letteralmente rubato la scena a tutti, riuscendo a far cantare parola per parola tutte le loro canzoni in quei miseri venti minuti, concerto che verrà riproposto nel 1986 davanti a 100.000 persone,  anticipato dall’uscita di A Kind of Magic album che ridiede nuova linfa vitale ai Queen, ma questa è un’altra storia.

Bohemian Rhapsody recensione

Il film comunque pur restando anonimo, tratta comunque molti argomenti che restano di fortissima attualità: dall’immigrazione (le origini persiane della famiglia Bulsara) al riscatto sociale (Freddie era gay e non visto di buon occhio per i suoi eccessi). Di carattere dinamico, sensibile ma turbolento, il giovane Farrokh (vero nome di Mercury), studente di graphic design (suoi sono infatti anche i loghi e lo storico simbolo della band raffigurante i loro segni zodiacali con la Q al centro) era solito uscire tutte le sere e frequentare locali dove molto spesso si esibivano rock band. Proprio durante un concerto incontrerà coloro che diventeranno i suoi compagni di band (Roger Taylor e Brian May), la sua nuova famiglia.

Bohemian Rhapsody si concentra anche molto sul tema della famiglia di Mercury: quella biologica, che se da un lato supportava le sue scelte, da un altro era comunque condizionata (soprattutto il padre) dalla cultura zoroastriana che si scontrava per molti aspetti con lo stile di vita di Freddie; quella acquisita, i Queen, composta da amici rimasti sempre fedeli (nel film si cerca di mantenere un mood costantemente positivo, andando spesso contro i veri fatti accaduti, incluse ovviamente varie discrepanze tra Freddie e la band).

Altro ruolo fondamentale è stato quello di  Freddie con Mary Austin, considerata “L’amore delle sua vita” (Love of my Life è dedicata a lei). I due instaurano una relazione amorosa agli inizi della carriera che però si incrinerà con la successiva partenza della band in tour per il mondo, permettendo a Freddie cosi di esplorare tutta la sua creatività e sessualità, arrivando alla bisessualità. I due, affronteranno l’argomento e nonostante smetteranno di essere una coppia, resteranno l’uno nella vita dell’altro fino alla fine, sviluppando un legame che va oltre il semplice amore inteso come quello di coppia ed oltre il senso convenzionale di amicizia.

Un legame fragile, ma al contempo solido. : i due riusciranno a rimanere in contatto e sarà proprio Mary ad aiutare Freddie a ricongiungersi con i Queen poco prima dell’evento finale della pellicola. Bohemian Rhapsody è un film che avrebbe sicuramente potuto dare molto di più sul piano autoriale, data la figura di Mercury, ma che forse proprio per il successo planetario della band è stato reso il più possibile fruibile dalle masse. Molti fan hanno storto il naso.

Alessio Italiano

Alessio Italiano

"This is the end, beautiful friend
This is the end, my only friend, the end"
- The Doors
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