Shazam!, il supereroe bambino

C’è un elemento ben distinto che rende Shazam! un cinecomics ben particolare e pur sempre simile a tutti gli altri già presenti e passati nel circuito cinematografico: il fattore novità.

Un po’ come è stato più di dieci anni fa con Iron Man, ripescato da James Gunn con Guardiani della Galassia, ora anche la DC è cominciato un percorso di rifondazione, partendo proprio dalla produzione: Walter Hamada, testa dietro i successi di Insidious, The Conjuring e relativi spin-off e IT, rubato dal settore horror per metterlo a capo della divisione DC della Warner e da bravo osservatore ha capito subito cosa attira il pubblico, vale a dire la novità, puntare e giocare tutta una sua scommessa su qualcosa di inedito e potenzialmente esplosivo.
Ne esce fuori dunque Shazam che senza mezzi termini parla direttamente ai giovanissimi: se da adolescenti capitava di entrare a contatto con poteri soprannaturali, come li useremo?

Ci provò già Josh Trank con il bellissimo Chronicle a narrarci di come non esistono sempre eroi e adolescenti dal cuore d’oro: in contesti familiare particolarmente violenti, ecco che i poteri possono diventare un mezzo per una propria rivalsa personale.

Billy Batson non ha particolari rivalse contro qualcuno, bensì è alla ricerca della madre che lo ha abbandonato e nel frattempo, sotto gestione di alcune famiglie affidatarie, egli ne fugge sempre. Uno squilibrio più ormonale che si riflette nel momento dell’acquisizione del potere e di una presunta conoscenza e maturazione della propria responsabilità che come prassi, tarderà ad arrivare, solo quando le priorità del ragazzo cambieranno.

Sì, un po’ come prima Da Grande con Pozzetto e poi Big con Tom Hanks insegnano (ancora oggi non si riesce a capire se Big, uscito sei mesi dopo Da Grande, sia un caso clamoroso di remake indiretto o plagio) tutto l’impianto narrativo di Shazam ci pone continui quesiti e cerca di metterci nei panni di Billy, costruendo per poi decostruendo l’uomo dentro la calzamaglia.

Fresco, divertente e dal grande carisma, se questa è la nuova direzione DC, allora ben venga, con già il successo globale di Aquaman che ha fatto da apripista, Shazam si inserisce in questo quadro come una nota suonata con fin troppa energia, che inevitabilmente riesce a far ballare tutti quanti, portando ancora più in alto le potenzialità di questo nuovo corso DC.

shazam recensione
Gabriele Barducci

Gabriele Barducci

"We gotta get out while we're young
`Cause tramps like us, baby we were born to run"
- Bruce Springsteen
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