Venezia77: Mama di Li Dongmei, il tempo dei ricordi

Venezia77: Mama di Li Dongmei, il tempo dei ricordi

September 7, 2020 0 By Mariangela Martelli

Presentato alla 77esima Mostra Internazionale del Cinema di Venezia, nella sezione ufficiale delle Giornate degli Autori, Mama è il primo lungometraggio della regista cinese Li Dongmei, realizzato dopo una serie di corti e documentari. Il film, ambientato nel villaggio natale della regista (nella provincia cinese di Chongqing, a inizio anni ’90) è uno spaccato della quotidianità di una famiglia poli-nucleare e un viaggio nella memoria dell’autrice. La protagonista Xiaoxian, infatti, è una proiezione della Dongmei dodicenne: le vicende vissute dalla giovane sullo schermo, scandite nell’arco temporale di una settimana, sono le stesse della regista. Gli eventi di cui entrambe sono testimoni (nascite e morti) si susseguono senza soluzione di continuità alle pratiche di vita rurale, lasciando una traccia nell’esistenza di tutta la famiglia. Mama è un viaggio nei ricordi intrapreso dalla regista ventisette anni dopo la perdita della madre, morta nel dare alla luce la quinta figlia. Il film, partendo da un punto di vista personale, diventa corale. Ogni componente della famiglia reagisce in modo diverso alla perdita e al dolore: dalle figlie indifese, alla nonna silente, passando per il marito che scava la tomba. Ognuno tenta di dare un senso a qualcosa che accade all’improvviso, cercando di arginare la rottura dei legami, degli affetti e delle abitudini.

Mama Li Dongmei film review

Il ritmo narrativo è di ampio respiro e si accorda con i suoni della stagione estiva: le cicale nel verde, il ventaglio della nonna che non riesce a prendere sonno, un temporale in arrivo. Tutto è misurato e pieno di silenzio: dai dialoghi essenziali tra i personaggi, all’utilizzo della fotografia che ricorda Bresson e Ozu. La regista ha ripulito la propria memoria dai ricordi superflui, andando direttamente al cuore delle emozioni per poter rivivere quei giorni. Il silenzio del film si rompe durante il rituale funebre: voci, percussioni, petardi e canti si sovrappongono, creando un trait-d’union sonoro che accompagna la processione dalla casa al bosco, lungo il sentiero. Il senso dell’attesa che permea il film, emerge soprattutto durante la visita notturna presso la tomba, le cui incisioni di ideogrammi sono rischiarate dalla candela.

Le fasi del giorno, in Mama, sono generate dal percorso della luce: l’alternarsi del mattino e del crepuscolo, insieme alle didascalie che aprono le giornate, diventano una cornice ai capitoli narrativi. La macchina da presa, quasi sempre fissa, ci mostra le pratiche di vita quotidiana rurale, interpretate da attori non professionisti. I gesti minimali dei componenti della famiglia esprimono un saper fare, legato a un ritmo ancestrale, in armonia con la natura: dal lavoro nei campi, al prendersi cura degli animali, passando per la preparazione e condivisione dei pasti, fino ai momenti della lettura e del cucito. Ognuno svolge il proprio ruolo e tutti sono perfettamente inglobati nell’ambiente naturale circostante: in Mama l’agire dei personaggi si aggiusta al flusso di un’esistenza lenta, come lo scorrere del ruscello che ritorna in alcune scene. Le azioni tracciano una continuità di variazioni, un modo di rappresentare il micro-cosmo. Ed è quando i personaggi attraversano gli spazi che la mdp li segue, mentre stanno percorrendo un sentiero o raggiungendo il villaggio vicino di Futian, su un camioncino o a piedi per andare a scuola.

L’articolazione degli spazi è in perfetto equilibrio con i membri familiari: dagli esterni in cui vediamo la protagonista vicino a un albero, circondata dai palazzi, agli interni in profondità di campo in cui Xiaoxian, china sui libri in primo piano, viene raggiunta dalla sorellina che si trovava nell’altra stanza, sullo sfondo. Le interazioni dei personaggi si estendono anche all’architettura: le soglie tra l’interno e l’esterno dell’abitazione non sono dei limiti che separano i vari componenti della famiglia ma la zona in cui poter condividere un momento. Davanti all’ingresso della casa la nonna siede in silenzio davanti a sua figlia, si consuma il pasto insieme, due uomini si raccontano i sogni, su un muretto.

L’immagine della casa, protagonista in moltissime inquadrature del film, può essere associata alla presenza/assenza della figura materna: il nido familiare e la mamma diventano un tutt’uno nei ricordi della figlia, dando forma a ricordi pieni di tenerezza: come nella scena in cui Xiaoxian viene svegliata da sua madre per fare colazione ma la ragazzina fatica ad alzarsi. Mama è il ritorno a casa della figlia Li Dongmei per la rielaborazione del lutto, il suo voler dare un ultimo saluto.