A chi è rivolto Doctor Strange nel Multiverso della Follia?

A chi è rivolto Doctor Strange nel Multiverso della Follia?

May 9, 2022 0 By Gabriele Barducci

Appassionanti e non ci si sono bagnati il becco al nome di Sam Raimi alla regia di questo nuovo film Marvel. Tra lodi, esagerazioni e simili, il successo economico del film sembra assicurato, mentre quello della critica sottolinea, questa volta come non mai, quale potrebbe essere lo spettatore medio di questo film.

Da una parte, una folta schiera di appassionati del regista, taccuino e penna alla mano, segnano tutte quelle scene, quegli snodi narrativi esteticamente riconducibili a uno stile vicino a quello di Raimi e come dargli torto, Doctor Strange nel Multiverso della Follia è forse la sperimentazione più orrorifica e interessante proposta dai Marvel Studios, ma la storia è a favore degli scettici, con la stessa major che in più di un’occasione allunga la mano verso l’ignoto per poi ritrarla di colpo.

A chi è rivolto dunque questo film? Agli amanti dello stile del regista? Al fan Marvel? Forse la soluzione, come capita spesso, è nel mezzo. Questa Fase Quattro è stata accolta con diverse critiche dai fan storici di questo universo cinematografico, a testimonianza di una fase di transizione che serve a sperimentare nuovi modi di narrare storie. In particolare, dopo dieci anni di saturazione del genere, la stessa Marvel si è accorta che sperimentare, nel momento di stanca, è una soluzione più che ottima.

Prodotti quali The Suicide Squad o The Batman hanno dimostrato ciò e forse proprio l’incursione di James Gunn per la DC è il miglior paragone per elevare questo sequel di Doctor Strange.

Ma è altrettanto vero che è facile perdersi in un entusiasmo eccessivo, lasciano la ragione e l’analisi in una seconda battuta, come in molti hanno potuto sottolineare in Spider-Man: No Way Home, con un impianto narrativo ed estetico che spinge sul fattore nostalgia, ma ad una seconda o terza visione, ci si rende conto che qualcosa forse è tirato troppo per le orecchie, ma poco male, sono prodotti d’intrattenimento e il loro ruolo è intrattenere (e incassare al boxoffice).

A chi è rivolto dunque Doctor Strange nel Multiverso della Follia? Mai come in questa occasione il film spinge per arrivare al pubblico decennale, chiedendo una maturazione di genere, di visione, di percezione del film. In questo caso Raimi aiuta il processo: lasciate perdere i camei, gli Illuminati e il fantacasting, tutto è futile, solo il film – effettivo – è importante.

Gabriele Barducci