Il Cinema Ritrovato 2022: Appunti sparsi su Apache Drums

Il Cinema Ritrovato 2022: Appunti sparsi su Apache Drums

June 30, 2022 0 By Simone Tarditi

Non a tutte le edizioni del Cinema Ritrovato si è dovuti andare alla ricerca di cowboy e indiani con il lanternino, basti pensare al 2019 con la sezione dedicata a Henry King. Questa volta sì. Apache Drums, che spicca nell’ampio omaggio dedicato al regista Hugo Fregonese, è uno dei pochi titoli appartenenti in forma “pura” al genere western in questa 36ma primavera del festival bolognese.

È il 1880, la piccola comunità di Spanish Boot, che con le miniere d’argento sta prosperando, decide di darsi una ripulita e di estraniare tutti gli elementi nocivi per la condotta morale. Pertanto, ubriaconi, bari, assassini e prostitute ricevono l’obbligo di levare le tende e trovarsi un posto altrove. Parallelamente, una tribù di mescaleros minaccia di riappropriarsi delle proprie terre e nella città compie sanguinose incursioni. Ecco la trama in soldoni. Apache Drums si sviluppa a partire da uno dei canovacci classici dell’epica del West, con tutti i suoi pregiudizi, limiti e punti di forza. Non dipingendoli unicamente come soggetti negativi, i nativi americani emergono in questo film come figure diaboliche, astute, sanguinarie (depredano diligenze, uccidono scriteriatamente, avvelenano pozzi, …). Il termine “diavoli” viene utilizzato più volte perché esattamente così sono identificati da un reverendo: egli crede infatti che siano stati spediti sulla Terra nientemeno che da Dio stesso per mettere alla prova la Fede dei bianchi. È attraverso questa convinzione che Apache Drums può essere letto senza troppi sforzi come parabola religiosa illustrante l’opera di depurazione compiuta da un gruppo di cristiani contro alcuni spiriti maligni. Una catarsi obbligata e necessaria per andare avanti progredendo in avanti come unità. L’apice è raggiunto nel finale e, se la pellicola può essere tacciata come discriminatoria, niente si può dire sul fatto che la narrazione proceda in un crescendo continuo senza tempi morti: la piccola chiesa, poco più di un parallelepipedo senza decorazioni, è presa d’assedio dopo che gli abitanti di Spanish Boot vi si sono rifugiati all’interno e da dentro la difendono come un bastione medievale respingendo gli attacchi. Tra barricate e incendi domati il nemico viene combattuto in un’estrema forma di resistenza fino all’arrivo della cavalleria, lasciapassare per la salvezza.

In Apache Drums c’è spazio anche per l’immancabile love story che vede una donna far di tutto per redimere e ripulire l’uomo che ama, un eroico individuo stigmatizzato per il suo temperamento contro le regole e la sua vocazione alcolica. In maniera diversa è anche questa una storia di liberazione, solo che le buone intenzioni del singolo non sono sufficienti a espiare i peccati in automatico se la collettività si pone di traverso e non garantisce la naturale redenzione che spetta a chi di valore. Per quella ci vuole qualche fatica in più.

Simone Tarditi
Latest posts by Simone Tarditi (see all)