Apollo 10 e mezzo è il film (dell’anno) che non avete ancora visto

Apollo 10 e mezzo è il film (dell’anno) che non avete ancora visto

November 23, 2022 0 By Gabriele Barducci

La nostalgia è una brutta bestia. In alcuni crea piacevoli ricordi, conditi da un calore improvviso e inspiegabile che si accende e divampa per tutto il petto. Per altri una trappola mortale, un luogo sicuro dove nascondersi quotidianamente e scacciare le brutte parentesi che possiamo vivere giorno dopo giorno.

Richard Linklater, che ha fatto del passato, della nostalgia e del tempo che scorre come una freccia lanciata verso un obiettivo, il suo mezzo del cinema. Autore che può annoverare ottimi successi ad altrettanti debacle impressionanti, ma in ogni opera c’era qualcosa di lui, del passato, o meglio del passato del regista.

Apollo 10 e mezzo, film per Netflix, è un po’ un sogno fanciullesco trasformato in un film (girato e poi convertito all’animazione, come già fatto per A Skanner Darkly nel 2006) tutto ambientato nel 1969 con un giovane protagonista che diventa mezzo fittizio dei ricordi del regista, che nel 1969 di anni ne aveva 10. Tutto perfetto e riconducibile a una poetica che si plasma in modo sinuoso al messaggio e all’idillio finale di quel periodo, la conquista dello spazio.

Quella di Stan non è solo una fantasiosa missione per testare la missione Apollo prima del lancio dell’Apollo 11 (gli ingegneri hanno fatto un errore e creato un ambiente troppo piccolo per degli adulti, ma funzionale per un bambino di 10 anni), ma una fotografia chirurgica di usi e costumi degli Stati Uniti di fine anni ’60, di quelli che vivono il loro quotidiano aspettando una novità, mentre vivono per osmosi quelle dei loro fratelli e sorelle, con famiglie sempre troppo numerose, mentre la nonna complottista infarcisce lezioni su figuri oscuri nella politica o mentre la madre è sempre più dispensatrice di perle di saggezza sulla vita in numero ridotto rispetto alla sigarette che consuma ogni giorno.

Un tuffo nostalgico che praticamente rende la missione spaziale di Stan un feticcio, un contorno, dove lo stesso Stan del futuro, da adulto, narra la sua vita di quando aveva dieci anni. Apollo 10 e mezzo è un ricordo tramutato in un film, ricco, vivo, pregno di amore.

Ancora una volta è impressionante come lo stesso regista riesca a trasmettere sensazioni ed emozioni a noi sconosciute non avendo mai vissuto tale periodo o evento (allunaggio compreso) con una cornice così delicata eppure convincente. In qualche modo, su quel divano, a vedere le prodezze dell’Apollo 11, assieme ad un assonnato Stan (stanco perla fantasiosa missione portata a compimento) ci siamo anche noi, come la madre che poggia la sigaretta, gli scosta i capelli dalla fronte e lo porta a letto.

Un sogno.

Gabriele Barducci