Scream VI non sta piacendo a nessuno

Scream VI non sta piacendo a nessuno

March 21, 2023 0 By Gabriele Barducci

Siamo stati relativamente magnanimi verso quel Scream (V) uscito a gennaio del 2022 che in qualche modo, oltre che a celebrare il ritorno tonante del pubblico alle sale cinematografiche, portava sulla propria mano la missione di omaggiare il compianto Wes Craven.

Operano difficile, ma in parte riuscito, con la struttura da “requel” non lontana da Il Risveglio della Forza, ovvero la semplice realizzazione di un ulteriore sequel, presentando comunque un cast tutto nuovo, giovane, da affiancare tutti gli altri attori storici. Una celebrazione, una rilettura ulteriore da quel Scream 4, proprio l’ultimo firmato da Wes Craven che cercava nel metalinguaggio del remake il modo di rendere Ghost Face ancor più immortale, un’icona capace di non cedere al tempo, rinnovandosi sempre.

Nonostante la buona riuscita (di critica e boxoffice) del quinto capitolo di Scream, alcuno storsero la bocca, giacché la declinazione narrativa, come gli stessi connotati cominciavano a stare un po’ stretti alla saga. Ai dubbi o semplicemente il semplice beneficio di poter vedere il passo successivo, con Scream VI il franchise cade inesorabilmente nella trappola produttiva a cadenza annuale.

Scream è sempre stato un progetto che parlava del cinema, del genere horror, come anche della stessa fascinazione malsana che il pubblico aveva per il genere, andando a ricercare sempre e più pellicole di diverso calibro, tutte tra l’horror e lo splatter, attuando anche una grande critica di come alcune regole narrative sono una trappola costruita proprio per compiacere il pubblico. Lo stesso pubblico infatti è la matrice della rovina del genere. All’esaltazione di ciò che vedono su schermo, parte anche il filtro sulla qualità, non comprendere cosa è davvero bello o meno (una delle ulteriori metafore che si possono trovare nella pazzesca sequenza iniziale di Scream 2).

Scream VI dunque non solo trasferisce le vicende a New York, ma entra nella macchina della cadenza annuale, cosa che lo rende sin da subito un film privo di originalità o di riferimenti, trasformando Scream VI in quello che ha sempre criticato: una saga, un film horror/slasher privo di qualunque senso logico, divertendosi solo a creare innumerevole situazione pericolose per i protagonisti, lasciando a casa non tanto un senso logico o un tornaconto ilare, bensì la stessa costanza e forma da cui Scream ha sempre preso la forza.

Con Scream VI diamo dunque ascolto a chi – forse intuendo la deriva – si era detto disgustato dagli eventi del quinto capitolo, film che aveva mancato volutamente la numerazione proprio a sostegno dell’idea di essere una piccola parentesi cinematografica, aperta e chiusa in quel minutaggio, ma il risultato al boxoffice adesso ha detto di insistere con il progetto, perché genera soldi, non dando il tempo tecnico a professionisti del settore, quali un James Vanderbilt, di scrivere una sceneggiatura adeguata, mostrando tutte le difficoltà con un racconto banale, stucchevole, portato a termine con poca cura. Tutte cose che non merita Scream, e un settimo capitolo è già in lavorazione.

Gabriele Barducci
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