Il Cinema Ritrovato 2023: Applause, dissidi corporei

Il Cinema Ritrovato 2023: Applause, dissidi corporei

June 27, 2023 0 By Simone Tarditi

Applause, lungometraggio d’esordio di Rouben Mamoulian, è stato inserito tra i titoli della trentasettesima edizione del Cinema Ritrovato nell’ambito della retrospettiva dedicata al regista originario di Tbilisi. Una pellicola la cui identità denota molti dissidi: in primis tecnici, dal momento che è datata 1929, ma già interamente “parlata”. E se del sonoro si può dire senza problemi che sia migliore rispetto agli standard dell’epoca, rimane comunque ancora pesante l’impronta del cinema muto (allora in fase di abbandono) sul piano delle immagini.

Con Applause Mamoulian, che nel muto realizza soltanto il breve The Flute of Krishna (1926), da un lato esplora con fiducia i nuovi mezzi tecnologici e dall’altro rimane con un piede nel periodo immediatamente antecedente. Ambientato nel mondo del burlesque, il film è un impietoso ritratto dello show business, fatto da impresari teatrali senza scrupoli e attrici – o, meglio, performers – sfruttate. Quelli di Applause sono solo corpi femminili divenuti oggetto degli affamati sguardi maschili, nulla di più. Sintetizza quanto appena scritto una scena in cui la protagonista balla per il suo pubblico: qui il montaggio (saldamente ancorato al cinema muto) alterna in maniera frenetica la donna sul palco ai primi piani degli squallidi paganti al punto di far pensare a un omaggio (modesto) all’onirica danza di Metropolis in cui Brigitte Helm ipnotizza coi movimenti del suo corpo una schiera di gentiluomini in smoking. È il rapporto simbiotico tra vedere ed essere visti, principio assoluto dell’esperienza cinema.

Lo squallore che Mamoulian ritrae lo si trova anche altrove. In un’altra scena il fondale del palcoscenico è un ampio collage di pubblicità e annunci cosicché passivamente lo sguardo degli astanti viene anche colpito da un becero marketing, in tutto e per tutto una versione arcaica dei pop-up dell’era Internet, segno che nel tempo sono solo cambiate le superfici su cui scorrono le réclame. Applause è però anche un’indagine sullo scontro tra spirito e carne, tra pudore ed esposizione del proprio corpo. Kitty Darling (interpretata da Helen Morgan) spedisce sua figlia April (Joan Peers) in un convento dove le viene impartita un’educazione cristiana a suon di Ave Maria. Che lo faccia unicamente per preservarla dall’universo in cui invece lei lavora è un elemento evidenziato da molte sinossi e recensioni. Se è vero che Kitty manifesta la volontà di voler fare ancora una stagione di spettacoli e poi ritirarsi per cambiare vita assieme ad April, non si può fare a meno di notare che più avanti nella storia s’innesca da parte materna una sorta di rivalità nei confronti della figlia. Il motivo non potrebbe essere un’invidia verso la di lei giovinezza? La carriera di Kitty è in declino e con sé il suo corpo, che invecchia e si degrada. Mamoulian in questo senso non fa nulla per rendere l’attrice affascinante, sa che mostrandola così può fare forza sulla consapevolezza che per lei il tempo volge al termine. In contrasto, si veda con quanta frequenza nel film compaiano cosce toniche e caviglie sottili, ma anche fisici sfatti e gambe tutt’altro che sinuose. Una tendenza simile, declinata a un’ideale di bello estetico, la si trova anche in Dr. Jekyll and Mr. Hyde quando Miriam Hopkins seduce Fredric March muovendo ritmicamente una gamba avanti e indietro come se fosse un pendolo.

Simone Tarditi