Un chihuahua superstar in The Palace: intervista all’istruttrice cinofila Barbara Loda

Un chihuahua superstar in The Palace: intervista all’istruttrice cinofila Barbara Loda

October 6, 2023 0 By Simone Tarditi

Mr. Toby, uno dei protagonisti del nuovo film di Roman Polanski, non è un essere umano, ma un chihuahua. All’interno del lussuoso hotel svizzero di The Palace, questo adorabile cane ne combina una dopo l’altra: si rifiuta di fare i suoi bisogni sulla neve, è abituato a mangiare caviale, ruba i giocattoli della sua padrona, morde un chirurgo estetico improvvisatosi veterinario, trascorre la notte di capodanno in compagnia di un pinguino. È la prima volta che nella cinematografia di Polanski si assiste all’impiego di un animale domestico al punto da renderlo un personaggio di primo piano.

L’uscita di The Palace nelle sale italiane ha costituito l’occasione perfetta per intervistare Barbara Loda, istruttrice cinofila con esperienza pluridecennale (attualmente impegnata presso la scuola Officina del Cane di Brugherio, provincia di Monza e Brianza) e proprietaria di Killitam, il vero nome di Mr. Toby.

Ciao Barbara. Non posso non farti subito questa domanda: come sei finita in un film di Roman Polanski?

È stato per tramite di Massimo Perla, un famoso istruttore che ha un centro cinofilo a Roma specializzato in produzioni cinematografiche. Quando in Italia c’è bisogno di girare scene con cani, quasi tutti chiamano lui per la sua esperienza e serietà. Ingaggiato dalla produzione, Massimo ha fatto un appello agli istruttori e si sono aperte così le selezioni: sono stati richiesti filmati dei cani impegnati in determinati esercizi. Io ho partecipato con entrambi i miei chihuahua, ne ho infatti uno a pelo bianco e uno a pelo nero che si chiama Killitam. Alla fine, su circa un centinaio di partecipanti, la produzione del film ha voluto Killitam. Anche quello a pelo bianco era piaciuto molto ma, visto che in The Palace ci sono delle scene sulla neve, è stato scelto Killitam perché il pelo nero avrebbe risaltato di più da un punto di vista cromatico. Per me e il mio cane è stata la prima esperienza su un set e devo dire “grazie” a Massimo Perla per avermi guidata i primi giorni, è stato indispensabile. Lavorare a un film non è come fare una gara di pochi minuti. Non c’è alcuna competizione, ma serve grande preparazione.

Tornando ai filmati per la selezione, è stato come partecipare a un provino a distanza …

Sì, c’erano tutta una serie di esercizi propedeutici alle scene da girare, come andare a prendere un oggetto e portarlo, leccare un cucchiaio, entrare e uscire da una borsa, ringhiare, abbaiare, mordere a comando, ma anche altri che poi non sono serviti.

The Palace Polanski chihuahua Toby Killiam Barbara Loda Intervista film Gstaad

Roman Polanski, Killitam, Barbara Loda

Mi ha colpito la tranquillità con cui il tuo cane si fa tenere in braccio da Fanny Ardant, che nel film interpreta la sua proprietaria. Mi fa sorridere il fatto che per tutti sia una grande diva del cinema e per lui una completa sconosciuta.

I chihuahua hanno lo stereotipo di cani sempre tenuti nella borsetta, che abbaiano e fanno gli scontrosi. In realtà, come si vede nel film, sanno avere come tutti gli altri cani un carattere mansueto. Killitam è disciplinatissimo, ha affrontato il set con grande professionalità.

Poi, i ritmi di un set non sono quelli di una gara.

Sono lunghissimi. C’è da dire che Polanski è stato minuzioso in tutto, sempre alla ricerca della perfezione. Dopo qualche giorno ho capito che per riconoscere se una ripresa fosse quella giusta bastava guardarlo: si illuminava, era euforico. Vederlo dirigere è stato gratificante perché la sua devozione nei confronti del lavoro è totale. Affronta tutto con grande serietà e non sembra neanche avere novant’anni. È arzillissimo, sempre in movimento. Questa sua dedizione al film mi ha messo ancora più voglia di fare tutto il possibile per rendere una scena esattamente come la intendeva lui. È attentissimo ai particolari: una scena ci abbiamo messo un po’ a girarla perché voleva che il collare fosse messo in un certo modo. Non si accontenta finché non raggiunge il risultato che ha in testa.

Come funzionano invece le pause tra una ripresa e l’altra.

Killitam è stato trattato come un vip: aveva un camerino tutto per sé dove poteva riposarsi. Polanski ci diceva sempre di avvisarlo quando Killitam era stanco, così da fare una pausa. A ogni occasione lo coccolava, gli dava dei biscottini.

Raccontami della scena in cui Killitam prende il mini-vibratore dalla borsa …

Killitam conosceva già il comando del “porta”, quindi per lui è normalissimo andare a prendere un qualsiasi oggetto e portarmelo. Ovviamente nei limiti della capacità delle sue fauci! La prima scena che abbiamo girato è stata quella in cui attacca Bongo, il personaggio interpretato da Luca Barbareschi, e prima di rientrare in Italia mi hanno lasciato del materiale da portare a casa per proseguire con gli esercizi da insegnare a Killitam. Assieme alla borsa, abbiamo scelto quale dildo utilizzare come oggetto da riporto: ce n’erano di giganteschi, solo un rottweiler sarebbe riuscito a prenderli! Alla fine abbiamo optato per il più piccolo di tutti, quello che si vede anche nel film. Killitam l’ha preso come un gioco e l’ha portato subito. Il punto principale è che per un cane, avendo imparato il comando, non c’è alcuna differenza tra portare una matita o un altro oggetto di simili dimensioni: è una cosa che sa fare. Allo stesso modo, se gli dico “tieni” o “lascia”, sa esattamente a quale azione mi riferisco. Nel girare questa scena, l’unica differenza è stata che Polanski voleva che sembrasse che Killitam sputasse il dildo, non che lo lasciasse semplicemente sul letto. Dal momento che lui sa di dover lasciare un oggetto quando io avvicino la mano, in questo caso gli ho dovuto insegnare a lasciarlo anche se ero distante da lui. C’è voluto un istante perché imparasse questa piccola variazione, poi l’ha fatto. L’abbiamo girata solo due volte.

Chihuahua The Palace Fanny Ardant

Fanny Ardant / La Marchesa e Killitam / Mr. Toby

Killitam è il protagonista assoluto dell’ultima scena del film, quando lo si vede “montare” il pinguino. Mi racconti come avete fatto a realizzarla?

È stata eterna da girare. Io ero sotto il tavolo, vestita di verde [così da poter essere eliminata digitalmente nelle fasi di post-produzione, Ndr] che gli facevo fare quel movimento mentre lui era appoggiato a una specie di scaletta, che poi, tramite gli effetti speciali, hanno sostituito con un pinguino. Davanti a Killitam c’era una collega che gli teneva lo sguardo. La difficoltà più grande era che la videocamera faceva molto rumore mentre si avvicinava a Killitam, quindi lui si distraeva. Polanski sul monitor vedeva già una simulazione del pinguino, quindi si rendeva conto di come la ripresa stava venendo. Noi no, quindi in tutto ci sono volute quattro ore, non consecutive, ma con moltissime pause, per raggiungere il giusto risultato.

Una delle gag del film riguarda le feci maleodoranti del cane perché la padrona gli dà da mangiare il caviale …

Alla cena lo si vede anche mangiare questo “caviale”, in realtà erano lenticchie … che sputava perché non gli piacevano. Anche quella scena è stata lunga da girare perché, anche mischiando quel legume con della carne, Killitam non ci cascava e si rifiutava di mangiare.

C’è stata qualche scena che è stata tagliata in fase di montaggio?

L’unica che nel film è leggermente diversa da come l’abbiamo girata è quella in cui si vede Killitam nel bagno, sull’erba sintetica. C’era una ripresa in cui si girava per annusare le sue feci e poi andava via, mentre nel film lo si vede seduto e poi uscire. Sia le feci che si vedono sul letto, all’inizio, sia queste ultime erano ovviamente finte: si trattava di cioccolata, sistemata e modellata nel minimo dettaglio.

Barbara Loda Massimo Perla Killitam

Massimo Perla, Barbara Loda, Killitam

Una curiosità: il film non solo ha un cast internazionale proveniente da tutto il mondo, ma anche i tecnici che vi hanno lavorato provenivano da tanti Paesi diversi, soprattutto dall’Italia. Che lingua si parlava sul set?

Soprattutto inglese, ma Roman Polanski sa un po’ l’italiano quindi si è impegnato tantissimo a darci le indicazioni anche in questa lingua, una cosa bellissima perché ha reso la lavorazione più semplice.

Parlando di futuro, pensi che torneresti sul set con il tuo cane se si ripresentasse un’occasione simile?

È stata una bellissima esperienza quella sul set di The Palace. Ci penserei solo se si trattasse di registi con grande riguardo verso il benessere degli animali, come ha dimostrato di avere Polanski nei confronti di Killitam.

(Intervista all’istruttrice cinofila Barbara Loda a cura di Simone Tarditi. Ottobre 2023)

Simone Tarditi
Latest posts by Simone Tarditi (see all)