Challengers è il film più croccante di Luca Guadagnino

Challengers è il film più croccante di Luca Guadagnino

April 24, 2024 0 By Gabriele Barducci

Ancor più di un Chiamami col tuo Nome o di un Bones and All, Challengers è un film che ci racconta come il tennis sarà da oggi lo sport più sexy e croccante su cui poter fantasticare nella grande cornice cinematografica.

In parte, questa grande metafora, l’avevano raccontata Rocky prima e Warrior dopo: il ring come luogo della vita, corpi piegati dalla volontà di cambiare e la metafora della seconda occasione che si palesava negli sguardi, nel sudore, nel sangue e in quella carne maciullata dal dolore, eppure così viva.

In questo quadro di corpi martoriati però manca il gioco della vita, quello dell’amore, delle curve, delle vene che si gonfiano di adrenalina ed eccitazione, manca la “master of puppets”, la femme fatale che costruisce la ragnatela dei giochi. In questo silenzioso ménage à trois al centro del letto c’è la Tashi di Zendaya, ragazza prima e donna manager dopo che tiene le redini del gioco, di quel campo dove Art (oggi suo marito) e Patrick giocano una partita importante.

In questo gioco di sguardi e di rimbalzi, si costruisce un messaggio di gesti, musica incalzante che detta il ritmo di una storia che non si spreca in approfondimenti, anche disgustosi, su questi tre protagonisti. Da ovunque parte la si voglia vedere, non esistono altri personaggi al di fuori dei tre che vedremo sempre su schermo. C’è il quarto, il campo da tennis, lo sport, le motivazioni che diventano ossessioni e un’eccitazione che esplode negli occhi dei due ragazzi.

Il lavoro sul corpo degli attori come della loro direzione dimostra un’abilità impressionante da parte di Guadagnino nel riuscire a calare questi attori e rispettivi personaggi in una storia che sembra possedere anche noi. Negli sguardi beffardi di Art e Patrick c’è tutta una storia da scoprire, scartare e spalmare.

Non da meno la martellante colonna sonora di Trent Reznor e Atticus Ross dettano il ritmo di ogni singolo battito di cuore. Tutto in Challengers sembra essere uscito da un parto che ha visto tanti e diversi miracoli nella sua produzione e realizzazione. La sensazione di avere davanti un racconto forte, una tecnica sublime e un finale che funziona da qualunque parte la si voglia vedere.

Al netto di tutto e della sua stessa filmografia, Luca Guadagnino è il regista più croccante e pop che ci sia in circolazione, capace di veicolare una quantità impressionante di immagini e renderle sublimi, ricche di significati nelle pieghe dei corpi degli attori. Un regista carnale, consapevole di questo sguardo brillante, che ci dona immagini eccitanti e stupefacenti. Ne abbiamo bisogno, e per una volta possiamo dirlo, è un talento tutto italiano.

Gabriele Barducci
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