Meteors Cannes 2025 Recensione Film Azougli Kircher

Cannes78: Meteors, amicizia tossica

Meteors parte come un buddy movie post-adolescenziale, con protagonisti dei cazzoni di primo livello che si arrabattano solo per avere i soldi sufficienti a comprare birra e fumo, prosegue nel dramma, e finisce (quasi) in tragedia. Mika (Paul Kircher) e Dan (Idir Azougli) sono due perdigiorno senza grosse prospettive di futuro. Tra loro, Mika, dipendente in un Burger King, è quello con la testa più sulle spalle: è serio sul luogo di lavoro e sogna di andare via dalla Marna, territorio francese dove regna solo la depressione. Dan è la sua croce, un amico alcolizzato a cui vuole fin troppo bene e che vorrebbe aiutare a uscire dalla dipendenza. Due amici, quindi: uno che cerca disperatamente di preservarsi e di salvare l’altro, che invece percorre avanti e indietro un tunnel di annientamento personale.

Presentato nella sezione Un Certain Regard alla settantottesima edizione del festival di Cannes, Meteors è la storia di un’amicizia tossica. Se da un lato il film di Hubert Charuel si sofferma su come siano diverse – e anche un po’ antitetiche – le psicologie di Mika e Dan, l’uno che cerca di reagire alla vita in opposizione all’altro che l’accetta in uno stato di anestesia rispetto a tutto quello che gli capita, dall’altro intende sottolineare quanto la componente geografica sia una spina nel fianco di entrambi senza che essi abbiano una qualche colpa. La Marna ci viene descritta forse anche peggio di quello che è: un luogo buono solo per seppellirvi le scorie nucleari. Dan e Mika si muovono in città operaie, di un degrado tale da fare sembrare ogni zona uguale all’altra: cantieri, zone di scavo, quartieri dormitorio e poco altro. La Marna di Meteors è il classico tipo di posto dove si tira a campare in attesa di crepare, fine della storia. È chiaro quindi che in un ambiente del genere non ci possa essere modo per una salvezza diversa dalla fuga. Il massimo che possa capitare è che qualcuno venga a comprare il silenzio per evitare una denuncia di infortunio sul luogo di lavoro. Morire sul colpo sarebbe già una prospettiva più auspicabile, specie quando corpo e mente sono ormai in viaggio sui binari dell’autodistruzione.

E possiamo parlare anche di una macro-componente geografico-alimentare che ingloba quella appena descritta e che afferisce a una sfera mondiale. Dan e Mika non avranno i mezzi per elevare la propria condizione, questo è vero, ma non hanno neanche una cultura che permetta loro di scansare ciò che è dannoso per l’organismo. Li vediamo bere e mangiare male: bibite gassate, noodles istantanei, fritti di ogni tipo (per maggiori informazioni si veda il menù del summenzionato Burger King o di un fast food affine, tanto è sempre più o meno la stessa roba), barrette di cioccolato (Snickers, soprattutto). Acqua naturale e verdure non pervenute. In pratica, Meteors ci comunica che i personaggi (e chi come loro) sono vittime di un sistema che non vuole il loro bene a partire dagli alimenti che fanno entrare nel corpo. Viene compiuta una velata critica alla diffusione del junk food, che si è ormai espanso endemicamente ovunque e che è diventato così accettato e ricercato da essersi trasformato da alternativa alimentare (combattuta dai nutrizionisti) a neo-tradizione culinaria. Insomma: cibo spazzatura per vite spazzatura. Il legame è stretto.